Il Bagno Dino 251-252 di Milano Marittima, una bella storia di imprenditoria femminile iniziata negli anni ’30 da Elettra Pieri.
La storia del Bagno Dino 251-252 inizia ufficialmente nel 1937 grazie a Elettra Piera, una giovane donna intraprendente, innovativa e avanguardista.

Elettra nasce il 16 gennaio 1898 a Cesena, ma cresce nella vicina campagna di San Giorgio e si trasferisce a Cervia quando, grazie a una conoscenza in comune, incontra Vincenzo Ugo Tiozzi, conosciuto con il soprannome di “Chitara”, ovvero Chitarra in dialetto romagnolo, pescatore della marineria cervese (c’è la vela sul lungomare). Elettra e Vincenzo Ugo si frequentano e si sposano. Dal loro matrimonio nasce Annunziata, detta Nunzia o Nunziatina, a cui verrà dedicata la barca di Vincenzo e Dino, detto “Chitarin”, a cui verrà dedicato il bagno di Elettra.

Siamo negli anni ’30 e Vincenzo in inverno va a pescare verso la zona di Chioggia, mentre in estate mette a disposizione la propria imbarcazione per portare a fare la cosiddetta “gita in mare” i signori benestanti che venivano in villeggiatura a Milano Marittima. In inverno il lavoro del pescatore era particolarmente faticoso e logorante: costringeva ad uscite in barca che potevano durare settimane con freddo, nebbia e maltempo come compagni di viaggio e la famiglia del pescatore viveva l’assenza e la preoccupazione.
Una cugina di Elettra, di cui purtroppo si è perso il nome nel tramandare la storia, la informa che ci sono due mosconi, o pattini, in vendita e la incoraggia ad acquistarne uno: avrebbe potuto arrotondare i guadagni facendo con il moscone ciò che suo marito faceva con la barca da pesca e accompagnare in mare anche lei i signori benestanti durante il periodo estivo.

È il 1937 ed Elettra acquista un moscone e con il suo documento di identità si reca in comune e ottiene la prima licenza. Se all’inizio c’era solo un moscone, poi si aggiunsero un paio di tende per ripararsi dal sole e passo dopo passo quel fazzoletto di spiaggia è diventato sempre più attrezzato, con un piccolo chiosco prima e poi una vera e propria struttura moderna.

Nel 1949 Vincenzo Ugo viene a mancare e, nonostante il dolore del lutto, Elettra continua a mantenere la famiglia grazie al lavoro che si era inventata qualche anno prima. Il Bagno Dino è stato tramandato di generazione in generazione fino a quando nel 2014 la famiglia ha deciso di vendere e oggi è diventato il Bagno Palace Beach.
Serena Fiumi
Storia bellissima di inventiva e lungimiranza, di un mondo che non esiste più.. purtroppo